A Favore della Sperimentazione Animale e l’invasione degli imbecilli

Nella comunità animalista tutti conoscono oramai la pagina facebook A Favore della Sperimentazione Animale. Se siete tra quei pochi che non la conoscono – probabilmente perchè siete uno di quegli ultimi esemplari umani che passano ancora le giornate nel mondo reale – non c’è molto da dire: si tratta di una pagina insulsa di frustrati detrattori dell’animalismo.

Una pagina talmente malfamata che ci si aspetterebbe di trovare al massimo una cinquantina di iscritti trascinati fuori dalle peggiori bettole d’Italia. Ebbene, non è così: al momento la pagina conta ben 62mila iscritti. Incredibile ma vero:

iscritti-afdsa

A questo proposito vorrei fare qui qualche breve considerazione e vi prego di scusarmi: sono solo alcuni degli strani effetti di questa calura estiva. Qualche giorno fa, infatti, dopo alcune esperienze mistiche sotto un sole di 40 gradi, sono tornato a casa e senza capire perchè ho iniziato a scavare nell’archivio della pagina e alla fine ne ho ricostruito una breve cronistoria.

La pagina nasce il 30 aprile 2011. Nel corso di circa un anno e mezzo, alla fine di settembre 2013, raggiunge i 20.000 iscritti. Nei tre mesi successivi la pagina attraversa la fase di massima crescita, con 10.000 nuovi iscritti al mese e un totale di 50.000 iscritti raggiunti alla fine di dicembre: il gruppo vive il suo momento di massima esaltazione euforica, con aspirazioni semidivine di onnipotenza.

Il 2014 si rivela però un anno di drastico rallentamento, e la pagina arriverà con gran fatica a 60.000 iscritti solo nel mese di dicembre. Da qui in poi la pagina entra in profonda crisi, con un vistoso calo di popolarità (in termini di like e condivisioni per post), e oggi, a distanza di sette mesi, il gruppo è riuscito a raccattare disperatamente solo 2.000 nuovi iscritti, arrivando ad un totale di 62mila iscritti: un numero che è rimasto pressocchè stabile già da alcuni mesi, segno che la pagina è oramai giunta ad un punto di saturazione.

Tuttavia MV – colui che risulta essere il leader spirituale di questa strampalata pagina – e i suoi accoliti un merito ce l’hanno: quello di essersi ricavati un buco nel web dove ficcare, quantificandoli, tutti quegli imbecilli che, nel nostro paese, trovano nell’odio per gli animalisti l’unica ragione di vita: ad oggi, sono 62mila.

A questo punto, signore e signori, permettetemi di far notare che in una società specista come la nostra, dove è permesso persino sparare e uccidere animali per puro diletto, 62mila iscritti in una pagina di fanatici dello sfruttamento animale è una cifra che risulta addirittura incoraggiante, soprattutto guardando agli anni passati: oggi ci troviamo in un momento in cui c’è una forte crescita di sensibilità verso gli animali, e senza dubbio, anche solo dieci anni fa, una pagina simile avrebbe raccolto ben più iscritti.

Questa tendenza è d’altronde evidente dal numero di iscritti delle pagine delle principali associazioni animaliste italiane: al momento Essere Animali conta 140mila iscritti, Animal Equality Italia 196mila iscritti, la Lav 258mila iscritti e l’Enpa arriva addirittura a 695mila iscritti. Cifre che continuano a crescere costantemente. Così, di fronte alla penosa stasi di MV e la sua banda, anche sul più famoso social network del mondo si registra il crescente consenso del pensiero animalista nel nostro paese (e non solo).

Vorrei inoltre far notare che la pagina in questione rientra a pieno titolo nel triste e sempre più diffuso fenomeno degli haters. Un fenomeno che sui social network ha trovato il suo ambiente ideale, con un fiorire di pagine partorite da menti disturbate sulle questioni più assurde. Citando Umberto Eco: «È l’invasione degli imbecilli». Non stupisce dunque che una pagina di scatenati haters contro gli attivisti per gli animali possa aver raggiunto 62mila iscritti.

Un rapido giro su Facebook è sufficiente per capire quanto sia sviluppato il fenomeno degli haters. Accanto a pagine contro animalisti come questa (o contro vegetariani e vegetaliani, che pure ci sono), spuntano infatti pagine come Se sei grasso non puoi avere diritti, con 13mila iscritti:

iscritti-seseigrasso

Ma, per capire l’entità del fenomeno, basta qui citare la popolarissima pagina Tagliati quei rasta e vai a lavorare, una pagina assurda contro la cultura rasta, con ben 120mila (cento-venti-mila) iscritti, che ben dimostra come sia facile su Internet raccogliere una folla di migliaia di imbecilli:

iscritti-tagliatiqueirasta

Per citare invece una delle tante pagine ispirate dall’odio d’attualità, mi limito qui a segnalare la pagina Greta e Vanessa lavorino gratis per ripagarci il riscatto di 12 milioni, nata dalla vicenda delle due ragazze rapite in Siria e successivamente rilasciate nel gennaio scorso e che, in meno di tre giorni, ha superato i 5.000 iscritti:

iscritti-gretaevanessa

Si potrebbe continuare ancora a lungo con altri esempi, ma credo che questo sia sufficiente. Quella degli imbecilli è purtroppo l’unica specie che non sarà mai a rischio di estinzione.

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