Gli animali alle origini del cinema

L’industria del cinema è un settore dove lo sfruttamento e l’abuso degli animali è ben noto, a partire da pellicole di fama mondiale: celebre è la scena del bovide decapitato a colpi di machete nel film Apocalypse Now.

Ma l’uso degli animali nel cinema può essere rintracciato già nei primi filmati alle sue origini, in un periodo (fine del XIX secolo) in cui lo specismo aveva quasi definitivamente assunto la sua forma moderna (il sistema zootecnico industriale nasceva proprio in quegli anni negli Stati Uniti).

Questi primi filmati erano peculiarmente della durata di qualche decina di secondi e non avevano uno scopo narrativo – limitato alla rappresentazione di brevi sketch – ma più che altro documentaristico, rappresentando scene che potevano colpire l’attenzione dello spettatore, come esibizioni di acrobati, sportivi o ballerine, oppure scene riprese dalla vita quotidiana che presentassero un qualche aspetto spettacolare, come l’arrivo di un treno nel celebre omonimo filmato dei Lumière.

In questo quadro si intuisce come anche la presenza degli animali in questi primi filmati rappresentasse un elemento importante: fin dalle origini della nostra specie infatti gli animali hanno catturato la nostra attenzione e sono stati al centro del nostro pensiero e della nostra immaginazione.

Lo statunitense Thomas Edison è stato uno dei pionieri del cinema con l’invenzione del kinetoscopio, una cassa con una fessura posta in cima attraverso cui lo spettatore, avvicinando l’occhio, poteva vedere scorrere il filmato all’interno della cassa. Per massimizzare lo sfruttamento commerciale del kinetoscopio Edison fece preparare decine di brevi filmati. L’esplorazione di questo ricco repertorio ci fornisce pertanto l’opportunità di indagare la presenza degli animali alle origini del cinema.

Dato il loro sfruttamento quotidiano come mezzo di locomozione in quel periodo, i cavalli rappresentano gli animali più spesso presenti, soprattutto al traino delle carrozze per le vie cittadine. Qui vengono mostrati dei vigili del fuoco che lasciano la centrale a bordo delle carrozze dopo un allarme per un incendio (presumibilmente una scena preparata) (1896):

Altri filmati testimoniano l’uso dei cavalli nel settore dello spettacolo. Qui viene mostrata una corsa con cavalli (1897):

In questo filmato invece viene mostrata una corsa al trotto (1897):

Il seguente filmato mostra un cavallo usato in un tipico rodeo americano (1894):

Oltre ai cavalli, anche i cani erano animali spesso presenti nei primi filmati, per lo più aggirandosi casualmente all’interno della scena. Il seguente filmato (1894) è però piuttosto curioso: viene mostrato un atleta che compie esercizi con un bastone e, a fianco, un cane accucciato. In questo caso il cane condivide lo spazio scenico con l’atleta (che infatti è posto di lato) e quindi la sua presenza, anche se secondaria, evidentemente ha un ruolo definito.

Lo sfruttamento degli animali nel mondo dello spettacolo era già allora molto vasto e ovviamente non riguardava solo i cavalli. Qui vengono mostrati due gatti addestrati per un “incontro di boxe” (1894):

Il seguente filmato (1897) invece è stato girato a Chicago, dove erano già presenti i primi centri industriali di macellazione, e mostra una mandria di bovini avviati al macello, dove – si legge nella descrizione – «280 animali vengono uccisi ogni ora»: una cifra irrisoria in confronto al numero di animali scannati e squartati oggi nei nostri efficientissimi macelli. Il celebre romanzo-indagine di Upton Sinclair La giungla, che uscì negli Stati Uniti qualche anno più tardi, è nato dalla testimonianza dell’autore proprio nei macelli di Chicago. Nel filmato ovviamente non viene mostrato il processo di uccisione e smembramento delle vittime: questo non è uno spettacolo che lo spettatore avrebbe voluto vedere.

Il kinetoscopio di Edison, benchè all’epoca ebbe un buon successo, era tuttavia destinato ad essere messo da parte all’apparire di mezzi capaci di proiettare immagini su uno schermo adatto per un pubblico numeroso.

La prima proiezione pubblica avvenne a Berlino il primo novembre del 1895 con un sistema messo a punto dai fratelli Skladonowsky. Tra i loro film, è interessante notare che quello che riscosse maggior successo fu Das Boxende Känguruh (1895), che mostra una sorta di combattimento pugilistico tra un canguro e un uomo:

Il sistema dei Skladonowsky era però ingombrante e poco pratico e per questo non riuscì ad imporsi sul mercato. La nascita del cinema avvenne solo grazie ai due fratelli francesi Auguste e Louis Lumière con l’invenzione del cinematografo, e il 28 dicembre del 1895 i due fratelli organizzarono la prima proiezione pubblica a pagamento: per un franco i clienti poterono assistere ad uno spettacolo di 25 minuti in cui furono proiettati dieci film.

Il primo film proiettato durante la serata, La sortie de l’usine Lumière (L’uscita dalle officine Lumière), è oggi considerato l’atto di nascita del cinema. Di questo filmato oggi ne esistono tre versioni che, con piccole variazioni, mostrano l’uscita di un gruppo di operai, per la maggior parte donne, dalla fabbrica dei Lumière, proprietari dell’allora più grande azienda europea di prodotti fotografici.

Tra la folla degli operai appare inaspettatamente anche un cane festoso (in uno dei tre filmati è presente anche un altro cane, accucciato fuori dalla fabbrica). Dopo il gruppo degli operai a piedi, con qualcuno in bicicletta, emerge infine maestosa una carrozza (ma solo in due filmati, trainata da un cavallo in un filmato e due cavalli in un altro) con a bordo i padroni.

Nell’insieme la scena si presenta come una metafora del capitalismo moderno e del dominio sugli animali, con masse schiacciate dal lavoro e il potere capitalistico che si muove su una lussuosa carrozza trainata dagli animali soggiogati. Il video seguente mostra le tre versioni:

Questo non è l’unico filmato tra i dieci proiettati dai Lumière che mostra la presenza di animali. Il filmato seguente presenta uno sketch con un uomo che tenta ripetutamente di salire su un cavallo:

L’animale qui non ha alcuna funzione attiva, il suo ruolo è meramente scenografico. Bardato, tenuto fermo da un uomo, completamente assoggettato, non compie nessun movimento. Sottomesso, annientato nella sua natura selvaggia, rimane in attesa del prossimo ordine, del prossimo cenno. Forse un po’ infastidito da quel primate che continuamente gli salta sopra, forse oramai completamente indifferente, rassegnato.

In quest’altro filmato invece viene mostrata una bambina che tenta di prendere un pesce da una boccia di vetro (dove si riescono a vedere almeno due pesci), sollecitato da un uomo (lo stesso Auguste Lumière, padre della bambina): un eloquente esempio di educazione allo specismo.

Negli anni seguenti la presenza degli animali nel cinema si farà sempre più importante, anche per via del potenziale commerciale offerto da storie con animali in ruoli di primo piano.

Oggi tuttavia l’industria cinematografica dispone di nuove tecnologie di animazione digitale sempre più raffinate e realistiche, e si spera che in futuro un’etica sempre più allargata e i progressi dell’informatica possano porre fine allo sfruttamento degli animali nel cinema. Il recente Jurassic World è un buon esempio di come già oggi una sapiente commistione di effetti speciali digitali e tecnologia animatronica possa ricreare animali altamente realistici:

Fonti consultate:
Breve storia del cinema – 1. Dall’invenzione alla prima proiezione

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