Citazione

Su autocoscienza ed elefanti (da Le Scienze, Liberate Dumbo: la scienza dell’intelligenza degli elefanti, marzo 2014):

Per determinare se un animale ha coscienza di sé, i ricercatori collocano sul suo corpo un segno che può essere identificato solo allo specchio. Poi aspettano di vedere se l’animale, guardando il proprio riflesso, cerca di sbarazzarsi del segno. Se lo fa – è il ragionamento – significa che capisce quando sta guardando se stesso invece di un altro.

Nei primi studi sulla consapevolezza di sé dell’elefante, i ricercatori collocavano uno specchio fuori dalle sbarre di un recinto, con un angolo tale che gli animali potessero vedere solo il terzo superiore del proprio corpo. Gli elefanti reagivano all’immagine riflessa come a un altro elefante, alzando la proboscide in segno di saluto, ma non riuscivano a capire che i segni erano sul loro corpo.

Ma forse il problema era nella progettazione dell’esperimento? Dopo tutto, gli elefanti si identificano l’un l’altro soprattutto con il tatto, l’odore e il suono, e non con la vista, e gli animali dello studio non potevano indagare fisicamente lo specchio.

Così, nel 2005, Reiss, de Waal e Plotnik hanno deciso di ripetere gli esperimenti, ma permettendo agli elefanti di sfruttare tutti i sensi. Hanno installato uno specchio nel muro del recinto degli elefanti dello zoo del Bronx, a New York, lasciando che tre femmine di elefante asiatico – Patty, Maxine e Happy – fossero libere di avvicinarsi e controllarlo a piacimento. Al termine dell’esperimento, solo una delle tre, Happy, dopo essere passata davanti allo specchio un paio di volte, cominciò a toccare con la proboscide la X bianca marcata dai ricercatori sulla sua faccia, strofinando poi ripetutamente la parte dipinta con la punta della proboscide.

Il fatto che solo uno dei tre elefanti abbia notato la X potrebbe sembrare deludente, ma Reiss sottolinea che anche negli studi con gli scimpanzé a volte meno della metà supera la prova dello specchio, e Plotnik sostiene che una macchia casuale sulla faccia potrebbe non essere il migliore dei test sull’autocoscienza dei pachidermi. Mentre gli scimpanzé sono toelettatori esigenti che passano ore a spulciarsi l’un l’altro, gli elefanti si tengono in ordine irrorandosi con polvere e sporcizia per scoraggiare insetti e parassiti. E amano sguazzare nel fango, per cui potrebbero semplicemente non essere interessati a ripulirsi da una macchia.

Annunci

Mettiti comodo/a e lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...