Su Hitler e l’amore per gli animali (e per i bambini)

Spesso i detrattori dell’animalismo, nel tentativo di denigrare la difesa dei diritti animali, affermano che Hitler fosse un grande amante degli animali. Benchè si tratti probabilmente della più popolare Reductio ad Hitlerum di tutti i tempi, e benchè la semplice zoofilia è cosa ben diversa dalla questione dei diritti animali, questa affermazione solleva un interessante interrogativo: Hitler era davvero un grande amante degli animali? E se è così, come si può conciliare questo con la sua visione odiosa della vita umana?

Come è noto, l’immagine di Hitler quale amante degli animali deriva direttamente dall’opera di propaganda del regime, impegnata a presentare il dittatore tedesco come un uomo «tanto semplice quanto buono», come lo descrisse lo stesso ministro della propaganda Joseph Goebbels. A tale scopo furono fatte circolare numerose fotografie che ritraevano Hitler in compagnia della sua famosa cagna, Blondi, o con altri animali:

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Una delle molte foto che ritraggono Hitler in compagnia di Blondi

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Hitler nutre due cerbiatti

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Hitler nutre un uccello che poi poggia sulla propria spalla

Al di là della propaganda, tuttavia, foto come queste mostrano un lato verosimilmente genuino di Hitler, ovvero la sua simpatia per gli animali: è noto ad esempio che il dittatore tedesco fosse molto affezionato alla sua cagna Blondi (la sua simpatia per gli animali tuttavia era una simpatia molto selettiva: Hitler ad esempio considerava i ratti delle «bestie schifose» o le galline degli animali irritanti da prendere a calci).

Questo non dovrebbe sorprendere più di tanto. Bisogna infatti ricordare che, sotto molti aspetti, Hitler – così come molti tra i nazisti più noti – era una persona normale, persino mediocre, che nella dimensione sociale dell’epoca si conformava a tutti i canoni più tradizionali.

Le deviazioni più spiccate nel suo pensiero riguardavano, da una parte, l’esaltazione per la razza ariana, e dall’altra l’atteggiamento di odio e disprezzo verso gli ebrei e, secondariamente, verso quei popoli considerati inferiori dall’ideologia nazista. Come ovvia conseguenza di questa concezione allucinata della vita umana, il pensiero di Hitler era infine dominato dal timore ossessivo della contaminazione biologica della purezza ariana.

In questo contesto risulta dunque chiaro come molti aspetti della vita privata non coinvolti da questa visione dell’esistenza potessero coesistere inalterati e venire normalmente accettati dalla comunità nazista. Così, atteggiamenti e comportamenti che per molti di noi sono considerati normali, come affezionarsi ad un cane o provare piacere nell’incontro inaspettato con un animale selvatico, non suscitavano alcun biasimo.

Gli animali non umani inoltre sono biologicamente incompatibili con la specie umana e quindi, a differenza degli “umani non più umani”, non rappresentavano alcuna minaccia per la purezza della razza ariana.

Sotto questa luce appare dunque evidente come nell’ideologia nazista non sussistesse alcun motivo che potesse giustificare un’avversione verso gli animali. Il sentimento zoofilo di Hitler pertanto non è nè in contraddizione nè (come propongono i detrattori dell’animalismo) in relazione con l’ideologia nazista. Si trattava semplicemente di un campo della sfera privata estraneo all’ideologia nazista, allo stesso modo di molti altri aspetti della vita personale come, ad esempio, la passione di Hitler per l’arte.

La propaganda nazista tuttavia si servì, esaltandolo, di questo aspetto ordinario del dittatore tedesco per forgiarne un’immagine pubblica virtuosa, dal momento che nella Germania di allora la benevolenza verso gli animali sembrava non dovesse mancare in ogni brava persona.

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Hitler a passeggio con Blondi

Un interessante parallelo con il sentimento zoofilo di Hitler è rappresentato dal suo rapporto con i bambini: allo stesso modo e per lo stesso fine Hitler era infatti presentato al popolo tedesco come un uomo spiccatamente amorevole con i bambini.

Anche in questo caso la propaganda nazista fece circolare a tal fine numerose fotografie che ritraevano Hitler in pose affettuose e amichevoli con bambini e fanciulli. Su Internet si possono trovare facilmente un gran numero di queste fotografie (tra l’altro assai più numerose di quelle che ritraggono Hitler in compagnia di animali):

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Così come per la simpatia di Hitler per gli animali, per quanto ne sappia non ci sono motivi documentati per dubitare anche dell’affetto che il dittatore tedesco poteva provare verso un bambino (sempre che fosse ovviamente un bambino tedesco), un sentimento d’altronde comune in molte persone adulte quando conoscono un bambino.

Strano a dirsi, però, questo sentimento amorevole di Hitler verso i bambini non sembra preoccupare i detrattori dell’animalismo e ispirare lo stesso odio contro le associazioni per i diritti dei minori…

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Manifesto della propaganda nazista per avvicinare i ragazzi alla Gioventù hitleriana

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