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Russia, 1941, seconda guerra mondiale (fonte: Wikimedia Commons)

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Gli animali alle origini del cinema

L’industria del cinema è un settore dove lo sfruttamento e l’abuso degli animali è ben noto, a partire da pellicole di fama mondiale: celebre è la scena del bovide decapitato a colpi di machete nel film Apocalypse Now.

Ma l’uso degli animali nel cinema può essere rintracciato già nei primi filmati alle sue origini, in un periodo (fine del XIX secolo) in cui lo specismo aveva quasi definitivamente assunto la sua forma moderna (il sistema zootecnico industriale nasceva proprio in quegli anni negli Stati Uniti).

Questi primi filmati erano peculiarmente della durata di qualche decina di secondi e non avevano uno scopo narrativo – limitato alla rappresentazione di brevi sketch – ma più che altro documentaristico, rappresentando scene che potevano colpire l’attenzione dello spettatore, come esibizioni di acrobati, sportivi o ballerine, oppure scene riprese dalla vita quotidiana che presentassero un qualche aspetto spettacolare, come l’arrivo di un treno nel celebre omonimo filmato dei Lumière.

In questo quadro si intuisce come anche la presenza degli animali in questi primi filmati rappresentasse un elemento importante: fin dalle origini della nostra specie infatti gli animali hanno catturato la nostra attenzione e sono stati al centro del nostro pensiero e della nostra immaginazione.

Lo statunitense Thomas Edison è stato uno dei pionieri del cinema con l’invenzione del kinetoscopio, una cassa con una fessura posta in cima attraverso cui lo spettatore, avvicinando l’occhio, poteva vedere scorrere il filmato all’interno della cassa. Per massimizzare lo sfruttamento commerciale del kinetoscopio Edison fece preparare decine di brevi filmati. L’esplorazione di questo ricco repertorio ci fornisce pertanto l’opportunità di indagare la presenza degli animali alle origini del cinema.

Dato il loro sfruttamento quotidiano come mezzo di locomozione in quel periodo, i cavalli rappresentano gli animali più spesso presenti, soprattutto al traino delle carrozze per le vie cittadine. Qui vengono mostrati dei vigili del fuoco che lasciano la centrale a bordo delle carrozze dopo un allarme per un incendio (presumibilmente una scena preparata) (1896):

Altri filmati testimoniano l’uso dei cavalli nel settore dello spettacolo. Qui viene mostrata una corsa con cavalli (1897):

In questo filmato invece viene mostrata una corsa al trotto (1897):

Il seguente filmato mostra un cavallo usato in un tipico rodeo americano (1894):

Oltre ai cavalli, anche i cani erano animali spesso presenti nei primi filmati, per lo più aggirandosi casualmente all’interno della scena. Il seguente filmato (1894) è però piuttosto curioso: viene mostrato un atleta che compie esercizi con un bastone e, a fianco, un cane accucciato. In questo caso il cane condivide lo spazio scenico con l’atleta (che infatti è posto di lato) e quindi la sua presenza, anche se secondaria, evidentemente ha un ruolo definito.

Lo sfruttamento degli animali nel mondo dello spettacolo era già allora molto vasto e ovviamente non riguardava solo i cavalli. Qui vengono mostrati due gatti addestrati per un “incontro di boxe” (1894):

Il seguente filmato (1897) invece è stato girato a Chicago, dove erano già presenti i primi centri industriali di macellazione, e mostra una mandria di bovini avviati al macello, dove – si legge nella descrizione – «280 animali vengono uccisi ogni ora»: una cifra irrisoria in confronto al numero di animali scannati e squartati oggi nei nostri efficientissimi macelli. Il celebre romanzo-indagine di Upton Sinclair La giungla, che uscì negli Stati Uniti qualche anno più tardi, è nato dalla testimonianza dell’autore proprio nei macelli di Chicago. Nel filmato ovviamente non viene mostrato il processo di uccisione e smembramento delle vittime: questo non è uno spettacolo che lo spettatore avrebbe voluto vedere.

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